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๐‘ป๐’†๐’Ž๐’‘๐’ ๐’† ๐‘จ๐’”๐’”๐’†๐’๐’›๐’‚


๐“๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ รจ la parola chiave.

Diciamo sempre che il tempo "ci manca", รจ "troppo poco" e a tratti "troppo veloce". Il tempo รจ "denaro". Il tempo "dร  consiglio". Il tempo "dร  รจ toglie tutto". "Tempo al tempo".

Giร . Il tempo. Quel qualcosa che sembra di non saper gestire al meglio.

Quando si ha tempo, a volte, non si ha piรน modo per goderselo.

Bisogna capire quando vale la pena aspettare e quando, invece, รจ necessario prendere o pretendere una risposta immediata.

Bisogna comprendere quando รจ essenziale rallentare per poter giungere all'obiettivo e quando, all'opposto, dover accelerare per poi godere di tutto l'impegno, successivamente.

๐€๐ฌ๐ฌ๐ž๐ง๐ณ๐š, quella che in psichiatria, rappresenta l'improvvisa e fugace sospensione della coscienza che si verifica in alcune manifestazioni epilettiche non accompagnate da fenomeni convulsivi e che si prova quando ci si sente di essere lontani da un luogo in cui uno dovrebbe trovarsi o si trova abitualmente. Ad esempio, se stessi. Quando si arriva a sentirsi assenti da sรฉ, anche tutto il resto lo diventa. Eppure...anche se noi viviamo la nostra assenza, solo pochi si accorgono di essa, perchรฉ in effetti solo in pochi scelgono di vederla, osservarla, affrontarla al tuo fianco. Magari stai male, magari cessi di essere in questo mondo...e le persone verranno a saperlo dopo anni.

A pochissimi interessa come stai. Ad ancor meno se sei ancora un essere umano o una qualche sorta di spirito o entitร  alternativa.

La veritร  รจ che pochi vogliono davvero conoscere chi sei per te e sono pronti ad aiutarti con tutto, pur non avendo nulla.

Mi sono sentita assente prima, per alcuni motivi. Sono assente ora, per altri. Sono assente io e sono assenti cose e persone che vedono ma non osservano.

Non li sono completamente, ma a tratti.

"๐‘๐ข-๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ž๐ซ๐ฆ๐ข nel mio corpo, per ๐ซ๐ข-๐ฌ๐œ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐ซ๐ฆ๐ข Corporeitร , cosicchรฉ la luce che ho dentro possa risplendere fuori". Questo l'obiettivo.

Non mi sentivo me stessa a 55 kg e mi ritrovai a pesarne 44. Non mi sentivo me stessa a 44 e arrivai 58. Non mi sentivo me stessa a 58...e mi trovai a 38.

Non mi sentivo...o forse sรฌ, prima troppo piena, poi troppo vuota, poi di nuovo eccessivamente piena e poi completamente vuota.

E ora? Ora sono me, con i miei 58, di nuovo. Ma con un Mindset rivoluzionato, una composizione corporea decisamente differente ed un equilibrio ormonale mai avuto prima (foto dx).

๐ˆ๐ง๐ข๐ณ๐ข๐จ ๐…๐š๐ฌ๐ž ๐๐ข ๐‚๐ฎ๐ญ ๐ข๐ง ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ฆ๐›๐ž ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐จ๐ญ๐จ. Stesso giorno. Stesso posto. Ma con un Mindset completamente differente, una Pandemia di mezzo arricchita da malattie invalidanti e un cuore pieno di amore ma lacerato dall'odio altrui.

I numeri non valgono piรน. Io ed il mio riflesso allo ๐ฌ๐ฉ๐ž๐œ๐œ๐ก๐ข๐จ ci abbracciamo spesso.

๐€ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐ž io piango...lui no. ๐€๐ฅ๐ฅ๐จ๐ซ๐š mi osservo un'altra volta e mi fisso negli occhi. Vedo la sofferenza, il dolore, le cicatrici. Vedo la me devastata, distrutta, inerme. Un bruco che non accetta il processo faticoso per trasformarsi in farfalla.

๐ƒ๐ฎ๐ง๐ช๐ฎ๐ž, guardo da un'altra parte. Abbasso gli occhi, poi mi fisso di nuovo, sta volta in modo piรน profondo. Eccomi, sono Io.

Donna, resistente e fragile. Atleta instancabile. Lavoratrice appassionata. Studiosa affamata.

Mi osservo bene. Vedo le ๐Ÿ๐ข๐š๐ฆ๐ฆ๐ž nei miei occhi color oceano, quelle che mi fanno essere resiliente e asciugano le lacrime. Quelle fiamme che, anche questa volta, mi faranno arrivare dove voglio. Quelle che tengono insieme l'unico pezzo di cuore ancora intatto...e che alimentano tutti gli altri donati...a tratti distanti, altri vicini. Quelle che mi faranno affrontare anche una nuova sfida che mi si รจ presentata davanti...purtroppo.

Ma come ho detto, credo profondamente che la ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐Ÿ๐ข๐ง๐š๐ฅ๐ž potrebbe risiedere nell'interrompere il ciclo vizioso che ci rende passivi, per provare a non farci sopraffare dalle inerzie che ci impongono di rimanere immobilizzati.

Verso la migliore versione di me ๐Ÿฆ‹.

-Giulia Akali Pavan


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